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Come usare la Tessera StampaPolizia repressiva

Il 25 maggio 2009, 48 giornalisti europei di 19 paesi hanno firmato la Carta europea per la libertà di stampa intesa a proteggere la stampa dalle interferenze dei governi e assicurare l'accesso dei giornalisti alle fonti di informazione. Oggi il documento, che definisce i valori fondamentali che le autorità pubbliche dovrebbero rispettare nei rapporti con i giornalisti, è stato presentato e consegnato da Hans-Ulrich Jörges caporedattore della rivista tedesca Stern e promotore della Carta, alla commissaria Viviane Reding che ha accolto con soddisfazione l'adozione di questa prima Carta europea per la libertà di stampa da parte dei giornalisti.
La Tessera Stampa è per il giornalista l' identificazione ufficiale che gli concede i privilegi della categoria e rafforza i valori e diritti fondamentali, che i giornalisti possono invocare nei confronti dei governi o delle autorità pubbliche quando vedono la libertà del loro lavoro minacciata in modo ingiustificato.
La Tessera Stampa accredita il professionista presso le imprese private, organizzazioni e le autorità e gli permette di svolgere liberamente il proprio lavoro: libertà di stampa.
L' accesso a manifestazioni pubbliche e private deve essere richiesto mediante accredito specifico, anche se quasi sempre basta mostrare la Tessera Stampa che funge da "lascia passare". Se utilizzate la Tessera Stampa dell' AIPA per accreditarvi ad una manifestazione, congresso, spettacolo o evento sportivo, ricordatevi di inserire nella richiesta d' accredito il link www.dataverify.org che permette di controllare la validità e l' autenticità del vostro lascia passare. Se siete professionisti liberi, freelancer, potete utilizzare il logo dell' AIPA e il nostro indirizzo nella lettera di richiesta di accredito.

Libertà di stampa?
L'Italia è al 49º posto, dopo Cile e Ghana
"Reporter Sans Frontières" www.rsf.fr 

Reporter sens frontière (Rsf) ha pubblicato la prima classifica mondiale della libertà di stampa e non sono mancate le sorprese. Innanzitutto va rilevato che, pluralismo e libertà nella diffusione delle notizie non sono una prerogativa dei paesi più ricchi e sviluppati. Basti pensare che la Lituania precede in classifica gli Stati Uniti e altre nazioni europee. L'Italia si piazza al quarantanovesimo posto, superata da paesi latinoamericani come Uruguay e Cile, oltre che da Stati africani come Ghana, Sudafrica e Namibia. La maglia nera dei peggiori del gruppo spetta a tre nazioni asiatiche: Corea del Nord, Cina e Myanmar. In fondo alla classifica figurano anche la maggior parte dei paesi arabi, a partire da Libia, Tunisia e Iraq, dove è semplicemente impensabile che un giornale o una testata radiotelevisiva possa criticare il capo dello Stato o l'operato del governo. R.s.f. assegna invece buoni voti ad alcune realtà africane come Ghana, Sudafrica, Namibia e Mali, tutte collocate nelle prime cinquanta posizioni e in condizione di vantare una reale libertà di stampa. I peggiori nell'Africa nera risultano essere Tunisia (154ma), Libia (156ma), Ruanda (157ma), Somalia (164ma) e Eritrea, ultima della classifica al 175mo posto. Israele è al 150mo posto.